Marra, le massonerie deviate , il giudice Ciancio e Paolo Ferraro. Il coraggio dei veri intellettuali, geniale.

TESTO LIBERAMENTE RIELABORATO DELLA   LETTERA SCRITTA DA ALFONSO LUIGI MARRA SUL SITO SIGNORAGGIO.IT, ” SPERSONALIZZATA ” LA  SINTASSI,  IMMETTENDO PRECISAZIONI, QUALCHE APPROFONDIMENTO , GLI AUDIO DI RIFERIMENTO, I LINK DI CONSULTAZIONE NONCHE’ INFORMAZIONI STRETTAMENTE NECESSARIE E DI CORREDO, E QUALCHE FRASE CONCLUSIVA   IL PRESENTE ARTICOLO,  PERDE quindi  OGNI  RIFERIBILITA’  ALL’ AVV. MARRA, pur dichiaratamente plagiati affettuosamente molti passaggi e interi periodi , per mero  riconoscimento al vigore logico ed intellettuale dell’AVV MARRA.                                                                             LA  LETTERA DELL’AVV MARRA  ESORDISCE CON L’INTESTAZIONE:  Marra al giudice Mario Rosario Ciancio circa: -1)
i motivi dell’uso sessuale dei minori nei riti massonico satanici; 
-2)
il perché vi sono coinvolti così tanti esponenti della
magistratura, dell’esercito, delle polizie e delle Istituzioni; 
-3)
l’essere emerso che o tutta o buona parte della Procura di Roma sa
dal 2006 di quei crimini alla Cecchignola per aver denunziato i quali
Paolo Ferraro è stato oggetto dell’attacco mirante a farlo
apparire pazzo.”

NELTESTO ATTRIBUIBILE  ALL’AVV. MARRA L’ARTICOLO COMPARE SUL SITO SIGNORAGGIO.IT 




Auspichiamo che il  presidente Ciancio, si  sforzi di ascoltare
un po’ per bene le registrazioni poste a sua disposizione,  e messe in rete anche,  da Paolo
Ferraro, anche perché c’è un punto in cui sembra “anche” esserci la voce in ’audio  di un bambino zingaro,


e “anche”  dei lamenti
infantili, un rumore come di un colpo inferto che li interrompe, due sospiri tremanti della trattata Sabrina e
una sollecita altra e diversa  roca voce femminile che invita ” cavernosa e stregonica  ”  a fornire  degli stracci ,


  

e, tra le altre,  la presenza sempre di probabile bambino zingaro incerto nel parlare e leggere,  prima di attività inequivocabilmente  pedofile e parafiliache ,  con la incredibile presenza finale di altro uomo che, appena bussato piano alla porta ed entrato,  saluta astante con l’appellativo ” hei Polpot “  !?) , 




e persino  prove pressochè inequivocabili nel preciso contesto del trattamento della Sabrina, ” ah bèdèlta dài “  , secondo metodologie di ascendenza militare segreta   ( ma desecretata nel 2007 la prova dei relativi progetti attuati,  MK-ULTRA e MONARCH  risultando disponibile persino la banca dati della CIA messa a disposizione in rete “anche”, ulteriormente,   da Paolo Ferraro  ) , 





ed infine, tra l’altro,  la certezza che un gruppo di militari donne e  bambini presenti si allontanino al suo ritorno a casa,  impartiti ordine di ” tornare indietro ” al gruppo,  e da uno dei militari,  subito dopo comandi di condizionamento  alla Sabrina , per dismettere il ricordo del recente accaduto, riprendere cognizione di essere stata ed essere sola a casa ( ” se torniamo indietro non c’è nessuno ?!?! ” ),   e riattivare  la personalità dedicata alla “trappola “, ( personalità che. con la effettiva impronta vocale della donna , “ricompare” alla fine del breve audio ),   non dimenticando di imporre  l’appuntamento pressante  per il giorno  giorno dopo ( ” a domani .. fài la pàrte “ ) con  la cortesia immaginifica da trattamento mentale che  precostituisce il consenso indotto  alla prosecuzione della attività scissa l’indomani  ( ” dobbiamo apparire , dobbiamo riapparire ?! ” ) , 


né manca tra la assurda scelta di tonalità vocali e di “gestione” della Sabrina, la voce cantilenata e semi-magica della Maria ( definita da Paolo donna autorevole e scortata , nel MEMORIALE ) che insuffla con tono assurdamente flautato, in contesto che ben si intende :  ” ma lui stà là … aiuta Mary … ma tù  aiuta là ” .. ?!)
 





Suoni
difficili da decifrare,  singolarmente,   che Paolo Ferraro coadiuvato da un perito fonico illustre  ebbe a trascrivere continuandone l’opera iniziale,  con brogliacci  corredati da audio,   e da un anno pubblicati,  ascoltati da varie persone inizialmente , prima  incuriositi e poi attoniti,  perché fanno orrore, ma che debbono essere attentamente studiati ed ascoltati,   perché mente chi dice di non sentirvi
nulla di rilevante. NEL FRATTEMPO IL TUTTO E’ STATO LETTO E VALUTATO DA UN CENTINAIO DI MIGLIAIA DI USFRUITORI DELLE INFORMAZIONI MESSE A DISPOSIZIONE DEL PAESE .

Ocorre  cominciare daccapo.

Il 19.5.2013  Paolo Ferraro ha telefonato all’AVV. Marra singhiozzando di rabbia contro coloro che
apparirebbero gli artefici della strategia per distruggerlo.
Questo
perché ha scoperto, da un articolo dell’Unità del 2006, che,
salvo lui,  buona parte della Procura di Roma, con  i suoi “amici affezionati” in prima linea ,  erano  almeno da almeno 7 anni al
corrente dei fatti,  per aver sostenuto i quali si è cercato  di farlo
passare per pazzo.
Un
articolo dell’8.11.2006, relativo a un giro di pedofilia  ( anche “satanista”) partecipato da sotto-ufficiali militari della Cecchignola e di Roma, in danno di circa 200 bambini Zingari, per
il quale vi furono 32 arresti nell’ambito dell’inchiesta “Fiori
nel fango”, coordinata dai PM Maria Cordova e Mirella Cervadoro, della
Procura di Roma, e condotta dalla Squadra Mobile, diretta da Alberto
Intini. Le prime misure trasmesse per la convalida dalla GIP Maria Teresa Covatta, all’epoca moglie di Giuseppe Cascini, entrambi indicati e quest’ultimo ben “caratterizzato” nei  memoriali esposto di Paolo  ( il n.  
4. MEMORIA ESPOSTO DEL 9 OTTOBRE 2012. UNA “OSCURA VICENDA “.”ILLUMINATA”. IL CASO FERRARO DA P.LE CLODIO ATTRAVERSO CAPACI SINO ALLA CECCHIGNOLA ED OLTRE . e il n.   5. MEMORIA ESPOSTO FINALE DEL 3 Novembre 2012 . UN ORDITO FANTAPOLITICO ORWELLIANO SI RIVELA THRILLER NOIR. CRIMINI COMPLOTTI METODOLOGIE E CORDATE ).

 E la notizia è risultata  incrementata ( se possibile ) dalla successiva,  riemersa anch’essa,  del coinvolgimento di un  quinto carabiniere, Donato D’attilia, nelle indagini sul caso Marrazzo, ma già indagato proprio nella ” Fiori nel  fango due “  .
Notizie e processo poi svaporati nei gironi infernali (per essere in
carattere con la satanicità) del nostro apparato mediatico e
giudiziario, tant’è che Paolo Ferraro non ne ha mai saputo nulla fino al 19 maggio 2013 , nonostante quanto accadutogli dal giugno   2008.
Epoca
in cui, esponenti di queste forze occulte, fattisi ‘cupidi’ per
l’occasione, hanno causato che si ritrovasse convivente della bella
ma inquietante Sabrina, nella casa di lei, nella Cecchignola, persino
con il beneplacito del suo ex marito, conduttore , anch’egli
militare addetto allo  Stato Maggiore della difesa.
Sabrina,
poi risultata dal passato denso di ombre, con la quale aveva già,
dalla metà di giugno 2007, una relazione, pure ragionevomente indotta da queste
forze anomale, che possono quel che vogliono, perché sono      ( anche ) organi
dello Stato.
Convivenza
in seguito alla quale, insospettitosi per i motivi molteplici  elencati in nota in coda ad uno
dei suoi memoriali (www.paoloferrarocdd.blogspot.it ), decise,
l’8.11.2008, di attivare  il registratore multimediale di un computer portatile lasciato acceso e posizionato nel salone all’ingresso della abitazione )  , scoprendo così che, non
appena usciva, entravano in casa uomini, donne e bambini,evidentemente soggiornanti vicinissimo, per celebrare riti
parafiliaci (riti a copertura o sfondo sessual-satanista implicanti
sofferenza e umiliazione verso minori o maggiori non consenzienti o trattati,  come la Sabrina ).
Registrazioni
e scoperte che hanno richiesto fosse dichiarato pazzo per
neutralizzare ogni sua azione giudiziaria .
Ciò
perché questi riti sono espressione di vastissime cosche legate da
vincoli indissolubili e facenti capo alla massoneria deviata, al
bilderberg, alla trilatere e all’aspen.
Bambini
che servono proprio a garantire l’indissolubilità dei vincoli
perché rendono criminale la partecipazione ai riti, che altrimenti
potrebbero apparire come meri incontri sessuali di gruppo tra adulti
che si eccitino cantando salmi medievali o altre simili idiozie.
Bambini
che servono cioè a instaurare un regime di ricatto reciproco
affinché i partecipanti possano garantirsi gli uni con gli altri la
‘cooperazione’ o il silenzio-assenso circa la partecipazione
diretta o indiretta ai crimini quali fruitori, fornitori di benefici
ecc.
Crimini
a cui non partecipa certo né tutta la base né tutti i vertici degli
iscritti o dei silenti simpatizzanti o sostenitori, ma
che sono il tessuto connettivo di queste organizzazioni da cui viene ricattato e cementato il ‘top’ della politica, dell’economia, dei media eccetera, e
in cui l’impunità è sovrana perché è assicurata dalla
collusione ‘culturale’, e in molti casi materiale, della
magistratura.
Collusione
realizzata usando magistrati compromessi come ‘cavalli di Troia’
che innescano una logica di scambi di favori nelle indagini e nei
processi, che diviene poi una trama spaventosa in cui quasi tutti sono
ricattabili,  perché hanno avuto o fatto cose non rivelabili, e i
‘puri’ devono comunque tacere per paura dei molti impuri.
Perché
‘puri’ magari ce ne sono, ma coraggiosi che ne parlano pubblicamente come politici   uno solo , visto che
l’AVV Marra è stato  il primo politico  in assoluto a dire pubblicamente queste cose, e le ha dette appena le
ho capite,   così come aveva fatto Paolo Ferraro appena completata l’analisi e l’ascolto, con la nota conferenzastampa del giugno 2011 trasmessa la sintesi  da TG SKY,   mentre le sanno in molti, da sempre, e non le ha mai
dette pubblicamente nessuno.


Ma
ciò premesso, l’AVV Marra , un uomo comunque libero e geniale , non è un  un PM, e  si definisce come lo scopritore del modo di
formazione del pensiero, e ha voluto acutamente  spiegare quali sono le modalità e
i motivi per i quali in tanti si fanno coinvolgere,  perché
potrebbe servire ai giudici  o ai PM per le indagini che si spera siano promosse senza però chiuderle alla prima occasione.
“Il
candidato ideale è un uomo vulnerato dal conflitto tra il molto
potere e i relativamente pochi mezzi, come talora sono magistrati,
militari, poliziotti o funzionari.
A
quel punto ci vuol poco: basta offrirgli qualcosa o farlo abbordare
da una delle tante donne (‘militanti’, condizionate, ricattate,
minacciate) su cui questa gentaglia può contare, fargli magari
assumere un po’ di cocaina, e lo si sarà spinto su una strada
senza ritorno, lungo la quale tuttavia troverà quel che cercava:
agi, svaghi, vantaggi, denaro e cariche. Perché non è possibile
diventare nulla – neanche Papa – se non sei massone,
bilderberghino, trilaterino o aspenino.
Inizierà
così un crescendo di crimini tanto più redditizi quanto più gravi,
in cui l’illegalità continuerà ad avere valenze sia connettive
che opportunistiche, perché la concorsualità e la distribuzione dei
benefici (senza dimenticare qualcosina anche in basso, ai ‘peones’,
per il silenzio-assenso), garantirà che tutti concorrano a far sì
che nulla emerga.
Crimini
che, dalla parafilia pedofila agli omicidi, troveranno però poi la
loro vera ratio e punto di arrivo nelle concussioni, corruzioni,
truffe, estorsioni, fino ai massimi crimini politici, come la
‘nomina’ da parte del bilderberg di governi e capi di Stato, come
Monti, Letta e i loro ministri.


Paolo
Ferraro, in sostanza, in quanto inviso, come PM, a questi ambienti
criminali interni ed esterni alla magistratura, perché visceralmente
antitetico a tutto ciò, è stato anch’egli avvicinato per cercare
di irretirlo con la solita strategia della bella donna ‘iniziata’,
alla quale si era peraltro disinteressato una prima volta, ma che gli
è stata poi riproposta da amici apparenti.
Sennonché,
il gioco di coinvolgerlo è fallito: Sabrina non ha cioè avuto modo
di superare la non rispondenza caratteriale di Paolo a ciò a cui era
stata delegata a indurlo, e si è inoltre anche ritrovata sbilanciata
sentimentalmente verso di lui.
Componente
sentimentale che ha poi causato che Paolo Ferraro, dopo una settimana,
ascoltate le prime sia pur molto confuse registrazioni, e resosi però
conto che qualcosa di enorme accadeva in quella casa non appena se ne
allontanava, anziché organizzare un sistema di registrazione di
migliore qualità, ha ceduto alla tentazione di salvarla e  l’ha affrontata
facendogliele ascoltare, perchè logicamente convinto della sua parziale inconsapevolezza,  e dando così la stura a tutto quanto sarebbe
(inevitabilmente) seguito, in un regime di ammissioni e dinieghi, e
di oscillazione tra il rapporto con lui, che lei avrebbe voluto
conservare, e un contesto potente, minaccioso, variamente
coinvolgente e ricattatorio a cui non poteva né era più in
condizioni di voler sfuggire perché tra droghe, trattamenti
farmacologici e psicanalitici, minacce e induzioni a condotte senza
ritorno, la di lei volontà non esisteva più.
Un racconto ed una analisi approfondita con metodi anche scientifici e distaccati , quelli di Paolo Ferraro , tracciati con la mano del PM abituato a
scrivere per il GIP, e così densi di circostanze, dettagli e nomi da
aver forse causato al pubblico una certa difficoltà di
approfondimento, che non può essere d’ostacolo per chi questo
approfondimento debba farlo per obbligo, perché è uno sconcio che
tutti questi fatti siano scritti a chiare lettere da anni sul sito di
Paolo e le Procure competenti continuino a non assumere iniziative.

Peraltro Paolo FErrao, che redige con amici la presente , ha spesso chiarito in conferenze pubbliche e scritti, che il tutto è stato principalmente rivolto a “decompartimentare ”  e a far conoscere ad “apparati “dello Stato puliti , e tratti in inganno o resi silenti , tutto quello che in questa pentola deviata e gestita sotterraneamente emergeva, ivi compresa la vicenda allucinante dell’accerchiamento e “tentata” distruzione di uno , certamente, tra i migliori magistrati della Procura di Roma e delle Procure italiane come dovuto ammettere  sinanche da autorevole  compartecipe delle attività in suo danno, dinanzi al CSM  . 
Un magistrato voluto dispensare dal servizio per INETTITUDINE ( inventata senza alcun possibile supporto ) , che ha sempre solo lavorato a livelli altissimi, perfettamente efficiente ed ineccepibile sul lavoro, sino all’ultimo istante che è rimasto in servizio , allontanato cautelativamente , per la paura che le vicende da lui denunciate potessero emergere pubblicamente, e che sino all’ultimo istante , aveva dichiarato che in servizio si sarebbe attenuto al dovere deontologico, riponendo fiducia nelle istituzioni. 
Ora , che la verità è ormai emersa in tutta la sua gravità, tentano insensatamente di distruggerlo in una corsa contro il tempo, che sul piano della storia è già fallita e sul piano etico e politico anche si avvia ad un fallimento inesorabile. Resta il piano giudiziario e i fatti gravi che hanno funestato la Procura di Roma nel 2012. Ma la verità giudiziaria vera od artefatta  arriverà tardi, ormai, ammesso che arrivi . 



[ N.B. Il presente articolo costituisce una mera rielaborazione libera della stupenda lettera articolo immessa in rete dall’AVV . MARRA. 

PER EVITARE EQUIVOCI A RIGUARDO , NON VOLUTI, HO PROCEDUTO ULTERIORMENTE A                    ” SPERSONALIZZARE ” LA  SINTASSI,  IMMETTENDO    PRECISAZIONI, QUALCHE APPROFONDIMENTO , GLI AUDIO DI RIFERIMENTO, I LINK DI CONSULTAZIONE NONCHE’ INFORMAZIONI STRETTAMENTE NECESSARIE E DI CORREDO, E QUALCHE FRASE CONCLUSIVA  . 

Il diverso articolo, unico attribuibile all’AVV. Marra Alfonso Luigi , è  pubblicato sul sito signoraggio.it  ]




























































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