Memoria di Gioele Magaldi all’attenzione del Pubblico Ministero Dott. Stefano Pesci c/o Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma

  

Gentile Dott. Pesci, 

con riferimento al p.p. 11/4637 relativo all’Avviso della conclusione delle indagini che qui allego, nel richiamarmi integralmente alle memorie e alle deposizioni già presentate precedentemente in sede di indagini preliminari, ci tenevo a ribadire quanto segue:
  1. Per quel che riguarda le presunte offese a carico del signor Gerardo Picardo ipotizzate nel punto A) dell’Avviso di cui sopra, occorre puntualizzare che, quelli citati del 27 gennaio, 30 gennaio, 23 aprile, 25 e 26 luglio 2011 non sono editoriali, né tantomeno articoli a firma e paternità del sottoscritto. Nell’ambito del sitowww.grandeoriente-democratico.com esiste peraltro una sezione apposita, denominata “Editoriali di Gioele Magaldi (dal 2010)”, dalla quale si evince chiarissimamente che gli scritti evocati nelle doglianze del Picardo non vi rientrano. Questi, semmai, sono scritti redatti in forma redazionale e collettiva da diversi soggetti che, nel tempo, hanno collaborato al sito www.grandeoriente-democratico.com . Tale sito, inoltre, non è una testata giornalistica e dunque, a norma di legge, il suo registratore ufficiale (il sottoscritto) non può essere addebitato di qualsivoglia responsabilità oggettiva (come magari il direttore responsabile di un quotidiano o di un periodico giornalistico) rispetto a contenuti da lui non sottoscritti e firmati. Peraltro, fatico anche a comprendere in che consistano le offese nei confronti del Picardo e in che senso si sarebbe forzata una puntuale ricostruzione delle posizioni politiche del soggetto, specie se si leggano i materiali documentari (sempre a composizione e firma redazionale) contenuti nel macro-testo “DOSSIER GERARDO PICARDO FASCISTA CAMUFFATO DA MASSONE”, ugualmente consultabile dalla S. V. sul sito www.grandeoriente-democratico.com alla data dell’1-2 febbraio 2012 e nella sezioneSTRISCIA LA DENUNCIA DI GOD, oppure digitando tale titolo nella sezione CERCA IN GOD.
  2. Per quanto attiene invece al punto B) del citato Avviso, relativo alle presunte offese nei riguardi del signor Giuseppe Abramo, vorrei sottolineare quanto segue. In questo caso le doglianze dell’Abramo fanno effettivamente riferimento a un editoriale a mia firma (quello del 30 settembre 2010) e di cui assumo interamente la paternità. Non si capisce, tuttavia, in che consisterebbero le presunte offese recate ad Abramo. Infatti, è oggettiva cronaca delle circostanze accadute riferire che, per decenni, nella Loggia Monte Sion n°705 all’Oriente di Roma, sia stata tenuta una contabilità occulta (vietata della Costituzioni massoniche del GOI) a fianco di quella palese. Ed è altrettanto oggettivo che, nella gestione di questa contabilità occulta, si siano avvicendati e cimentati in prima persona Giuseppe Abramo e Massimo Cioni.  E’ inoltre oggettivo che, a fronte della raccolta di molti milioni in questo “tesoro occulto” nel corso di circa 30 anni, nell’autunno 2005 di questo denaro rimaneva poco o nulla, senza che, in aggiunta, i responsabili di tale contabilità illegittima, Abramo e Cioni, fossero in grado di presentare giustificativi di spesa anteriori ai primissimi anni ‘2000. E’ infine oggettivo che il sottoscritto, divenuto Maestro Venerabile della Loggia Monte Sion nell’anno 2005, pose fine a questo sistema di impropria doppia contabilità. Delle discussioni intorno a questo problema rimane traccia esplicita nei verbali di Loggia dall’autunno 2005 in poi (in particolare con riferimento ad una seduta del 3 novembre 2005), ma anche alcuni verbali dell’anno precedente e di periodi anteriori. Di più: una semplice ricognizione sui conti bancari storici dell’Abramo e del Cioni dimostrerà senza ombra di dubbio che su di essi sono transitati impropriamente, negli anni, soldi provenienti dalla Loggia Monte Sion alimentati dai versamenti di tutti i Fratelli. Non si comprende, a fronte di tutti questi dati di fatto assolutamente oggettivi e documentabili da una qualsiasi verifica della S.V., in che consisterebbero le offese recate alla reputazione dell’Abramo, il quale piuttosto avrebbe dovuto rispondere dell’illegittima gestione di denari della Loggia Monte Sion.
Mi si consenta, come osservazione finale, di esprimere rammarico per il fatto che taluni cittadini – in questo caso i signori Picardo e Abramo – con inescusabile superficialità e scarsa obiettività, si permettano il lusso di scomodare la Procura della Repubblica con doglianze inconsistenti e aleatorie, sottraendo così tempo ed energie preziose alle molte altre attività investigative e inquirenti (davvero importanti per la collettività) in cui sono coinvolti i Pubblici Ministeri. Coinvolti spesso con un impegno generoso, abnorme, eccessivo ed esorbitante per gli stessi individui che sono chiamati a ricoprire questi delicati ruoli in Magistratura, tanto più in un contesto di organici e mezzi operativi a disposizione insufficienti e inadeguati ai reali bisogni.
Con l’occasione, Le porgo i miei più distinti e cordiali saluti ed esprimo a Lei e a tutta la Procura della Repubblica di Roma le mie condoglianze per l’improvvisa morte del collega Alberto Caperna.
In Fede.
Roma, 15 ottobre 2012
Gioele Magaldi




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