Traffico di organi umani ed efebofilia, ambienti militari e genocidi infantili . Cecchignola : il Caso Ferraro e magistratura deviata .

Traffico di organi umani ed  efebofilia, Ambienti militari e genocidi infantili . Cecchignola :  il Caso Ferraro e magistratura deviata.

Una fondata ipotesi emerge oltre che dalle terribili notizie provenienti dal teatro di guerra siriano,   sinanche dalla valutazione sui fatti della Cecchignola a Roma e sulla indagine ormai nota, “Fiori nel fango due ” , e sul caso “Paolo Ferraro” il magistrato che accertò e denunciò . 

Efebofilia, eccidi infantili, traffici di organi, apparati militari e magistratura deviata hanno come pendant internazionale attività criminali realizzate in teatri militari a noi vicini . 

In Siria denunciati eccidi di  donne e bambini anche a fine di traffici internazionali di organi . 

L’articolo di Nicola Bizzi dal titolo ” Traffico di organi umani: il nuovo business dei gruppi ribelli siriani “,    pubblicato on line sul sito  signoraggio.it,  e  che riportiamo fedelmente in coda,  echeggia ( anche ) un nostro articolo precedente.

Una  fondata ipotesi emergeva sinanche dalla valutazione dei  fatti della Cecchignola a Roma, occasione delle denunce e del tentativo di distruzione di chi scrive,  e sulla indagine ormai ben nota, grazie a noi, “Fiori nel fango due ”  . 

Sulla questione della “formazione militare” ed i rapporti con la  pedofilia ed efebofilia elettivamente “ROM” consulta l’articolo 

” GENOCIDIO ETNICO INFANTILE, PARAFILIA, PEDOFILIA ELITE MILITARI  PROGETTI DEVIATI E FRAMMENTI DI CASTE EVERSIVI .CHI DEVE “ACCOMPAGNARE AMOREVOLMENTE” ALLA PORTA CHI …. ”  http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2013/12/genocidio-etnico-infantile-parafilia_9.html . 

Dalla registrazione sotto riportata e quella che segue ( anche ) alla fine dell’ascolto del primo audio, dove compare la voce di un bambino ROM , che dice con espressione dialettale tipica “‘o cule ” e dall’audio del commando che si allontana repentinamente dalla casa emergono DATI che lasciano senza fiato per la loro evidenza …

Nella casa della Cecchignola Katia, che con voce cavernosa e stregonica declama “stracci da passare “ , due tremiti impauriti della donna vittima ( Sabrina ) della Cecchignola, un click di armamento del cane di pistola , un colpo di pistola con il secondo tremito di paura della Sabrina,  dopo otto secondi una “particolare“ voce maschile con timbro cupo ed impronta vocale tipica IDENTIFICABILE … 

Poi in altro contesto temporale “esoterico sessuale efebofilo “, alla fine di una attività svolta di corsa , il bambino ROM che dice “ ‘o cule “ e la voce tagliente e militare come intonazione dell’uomo che ordina “vatti a vestire“. 


https://soundcloud.com/paolo-ferraro-quattro/o-cule-vatti-a-vestire-1Infine  il gruppo che “fugge” con una serie di “comandi” impartiti alla donna della Cecchignola, sola nella sua casa  invasa dal commando , e la inquietante voce “calma e professionale ” di chi rassicura il gruppo che esce di corsa “ con calma, per venire ci chiama“, evocando un addestramento e condizionamento della donna, che stralunata aveva pochi secondi prima chiesto “ dove andate .. ?! “ con intonazione della voce infantile  .


Un girone nel quale doveva essere immesso il magistrato da distruggere, nell’ennesimo tentativo,  secondo i desiderata di un apparato di scherani e magistrati malati,  invidiosi della diversità di spessore e qualità contrapposta a loro , massonicamente idioti ed ipocriti,   patologicamente orientati ad una specifica e pericolosa scalata di potere . Invece, scoprendo come al solito egli  tutto, si tentò di distruggerlo in ogni modo a partire dal sequestro di persona del 23 maggio 2009 , per coprire tutto , fallendo ( salvo togliergli – per ora – con una serie di falsi ideologici e reati il lavoro e ruolo per una “inettitudine ” inconfigurabile e da legge del contrappaso invertito , e al contempo togliere la relativa professionalità e storia dell’uomo allo Stato ed al popolo in nome e nell’interesse del quale la giustizia dovrebbe essere amministrata).
La questione da noi scoperta direttamente ed ulteriormente portata alla ribalta ( vedi da ultimo intervista recente http://paoloferrarocdd.blogspot.it/2014/02/le-strategie-eversive-paolo-ferraro.html ), delle violenze su “esseri viventi ” , della efebofilia in ambienti militari e dell’”utilizzo” di bambini ROM,  è uno egli snodi attorno al quale la vicenda ed il caso Paolo Ferraro trovano spiegazioni se possibile ancor più scioccanti  . 

E non manca tra le registrazioni audio della Cecchignola la voce tipica di soggetto la cui intonazione (  oltre alla compresenza del D’Autilia ufficiale militare sia  nell’inchiesta fiori nel fango due – duecento bambini ROM coinvolti – che soprattutto nel caso Marrazzo )  riporta alle note vicende ed all’apparato che sotterraneamente preparò ( anche ) l’agguato al Presidente della Regione Lazio .

   

Anche per nascondere alcune tra le  attività  più agghiaccianti dell’ambiente deviato che era stato utilizzato per tentare di accerchiare Paolo Ferraro , dovendo far sparire tutte le possibili prove , è stato “dispensato ” il magistrato migliore definito dall’amico Alberto ” un grande magistrato, nato per fare il magistrato ” . 

Non credo abbiate dimenticato poi il “deposito”,  in data 10 marzo 2011 sulla Ardeatina,  del busto di donna amputato e mozzato di testa ed arti inferiori ma soprattutto “accuratamente” deprivato degli organi interni ,  a due passi dalla CEcchignola e a distanza di tre giorni dal deposito della denuncia di Paolo Ferraro a Perugia, e il fatto analogo a Lodi a pochi giorni di distanza,  nè il “definito” suicidio-omicidio di madre e bambina in zona limitrofa alla  Cecchignola .

La rilevanza e portata poi dei traffici ed attività criminali da nascondere la dice lunga anche sull’apparato eversivo incistato nella magistratura e su Stefano Pesci , incastrato da persona ( ben ) informata sui fatti ed in ordine ai suoi rapporti trentennali proprio con quegli ambienti militari deviati.  Non occorre altro : la vicenda emerge ormai in tutta la sua plurima gravità istituzionale .


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Traffico di organi umani: il nuovo business dei gruppi “ribelli” siriani.

di  Nicola Bizzi  pubblicato su http://www.signoraggio.it 

Una denuncia shock del network Press TV mette in luce un traffico di organi umani praticato in Si-ria da gruppi di “ribelli” con l’appoggio di compagnie private
Il network internazionale di notizie Press TV ha diffuso oggi una scioccante notizia proveniente dalla Siria: gruppi di sedicenti “ribelli” siriani, in realtà formazioni terroristiche fondamentaliste provenienti dall’estero e finanziate dall’Arabia Saudita e da altri Paesi del Golfo, praticherebbero da tempo una lucrosa attività di traffico di organi umani per conto di compagnie private con sede in Turchia. Secondo quanto denuncia un lungo e dettagliato report di Press TV, tali gruppi opererebbero nelle zone settentrionali del Paese sottratte all’autorità di Damasco e controllate dalle milizie islamiste e si sarebbero specializzati nell’individuare e rapire le loro vittime. Prevalentemente bambini, giovani in buona salute e donne che, una volta sequestrati con la minaccia delle armi, vengono condotti in attrezzati ospedali da campo dove, con l’aiuto di medici compiacenti, vengono uccisi e soggetti all’espianto degli organi. Questi ultimi verrebbero poi trasportati oltre confine, in Turchia, per mezzo di speciali ambulanze private.
In questo traffico è stato denunciato, da più fonti, il coinvolgimento di alcuni ospedali turchi che rivenderebbero gli organi sul mercato nero. E i corpi di queste vittime verrebbero poi fotografati e filmati per dare l’impressione che a commettere simili atrocità siano le forze regolari dell’esercito siriano.
Sempre secondo quanto riporta Press TV, molti inermi cittadini siriani verrebbero trasportati oltre confine ancora in vita, ma spesso in stato di incoscienza, sempre tramite apposite ambulanze private, e verrebbero sottoposti agli espianti direttamente negli ospedali coinvolti in questo business criminale. Già nel Maggio del 2013 questo traffico era stato denunciato dal quotidiano libanese Ad-Diyar, che aveva chiamato in causa direttamente le autorità turche, colpevoli di coprire, se non addirittura di incoraggiare, le attività degli ospedali di Antakya e Iskenderun, i due principali centri coinvolti nell’espianto e nella vendita degli organi sul mercato nero, sia interno che internazionale.
Sempre secondo il reportage di Ad-Diyar, gli organi più soggetti a questi espianti clandestini sarebbero fegato, reni e cuore, del resto i più richiesti sul mercato.
Conferme sono giunte anche da parte di medici turchi che hanno deciso di parlare con la stampa e di rompere quindi il muro di omertà che fino ad oggi ha avvolto questo allucinante ma redditizio traffico. In base alle dichiarazioni di tali medici, su un totale di 62.000 civili e militari siriani trasportati in Turchia, oltre 15.000 sarebbero stati assassinati e soggetti all’espianto degli organi. I loro corpi sarebbero poi stati ritrasportati in Siria, cosparsi di benzina e dati alle fiamme.
Il traffico di organi umani, dopo quello di droga e di armi, rappresenta su scala mondiale uno dei maggiori profitti della criminalità organizzata. Tanto che, ovunque ci siano conflitti o guerre civili, dall’Africa al Medio Oriente, dall’America Latina al Sud Est asiatico, le organizzazioni malavitose dedite a questi traffici entrano subito in azione. E gli organi espiantati vengono solitamente venduti a peso d’oro, prevalentemente negli Stati Uniti e in Europa Occidentale,  a facoltose persone che non intendono sottoporsi alle lunghe liste di attesa degli ospedali. Persone evidentemente prive di qualsiasi scrupolo e di ogni umanità, perché è abbondantemente risaputo da dove provengano gli organi disponibili sul mercato nero e soprattutto quali siano le “modalità” del loro espianto.
Anche l’Europa non risulta essere esente da questi infami traffici. In un rapporto del 2011 Dick Marty, membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, accusò il primo ministro del Kosovo Hashim Thaçi di essere stato a capo di una banda mafiosa dedita al traffico di organi prelevati da prigionieri serbi appositamente assassinati durante e dopo la guerra del 1999, che vide l’intervento della NATO, l’attacco alla Serbia e la secessione della provincia ribelle ad opera degli indipendentisti albanesi. Ma, nonostante una risoluzione del Parlamento Europeo, fondata proprio sulla relazione Marty e passata con 166 voti a favore e soltanto 8 contrari, non risulta che né la comunità internazionale né tantomeno le autorità della sedicente Repubblica del Kosovo abbiano preso sufficienti provvedimenti per perseguire tutti i responsabili.
Ritengo sconvolgente il fatto che sia le denunce del quotidiano libanese Ad-Dyar che la recente inchiesta del network Press TV non abbiano avuto alcuna risonanza sulla stampa italiana, a conferma di come le notizie più scomode di politica estera vengano qui da noi taciute o del tutto ignorate.
di Nicola Bizzi

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