Magazine Carabinieri d’Italia intervista Paolo Ferraro

Articolo pubblicato nell’edizione  cartacea novembre/dicembre2011 del Magazine Carabinieri d’Italia, e mai reperito in rete.

Lo scorso 16 giugno, il Consiglio Superiore della Magistratura, con procedura d’urgenza, ha deliberato il collocamento in aspettativa per infermità d’ufficio, per quattro mesi, con decorrenza immediata, del P.M. Paolo Ferraro, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma. [seguiranno nell’ordine ulteriori provvedimenti del CSM: 10 ottobre 2011 provvedimento di collocamento in aspettativa per infermità per 12 mesi; 11 ottobre 2012 proroga del collocamento in aspettativa per infermità per ulteriori 2 mesi; 11 dicembre 2012 dispensa dal servizio per inettitudine; 07 gennaio 2013 decreto di dispensa dal servizio per inettitudine firmato dal ministro della Giustizia Severino. Attualmente è ancora aperto il ricorso al TAR del Lazio].
E chissà quanti dei nostri Carabinieri, affezionati lettori, agenti od ufficiali Polizia Giudiziaria avranno conosciuto e collaborato con uno trai i più arguti magistrati della Procura Capitolina.
Il P.M. Paolo Ferraro è incappato in una vicenda dai contorni incredibili, sinora, mai riportata dai principali organi di informazione, nonostante il magistrato (in aspettativa) sostenga che, persino il brutale omicidio di Melania Rea si possa far ricondurre a tale pista.
Lo scenario ipotizzato dal dottor Ferraro, sul quale chiede soltanto che la Magistratura indaghi, è raccapricciante, macabro e, se a ciò si aggiunge che coinvolgerebbe un preciso contesto – niente di meno che quello militare e di alcune caserme italiane – diventa, addirittura inquietante.
In effetti, il P.M. Paolo Ferraro, da alcuni anni sta indagando sull’attività di una setta satanica massonica che, stando ai primi risultati delle indagini del pubblico ministero romano, avrebbe arruolato tra i propri adepti alcuni militari italiani.
L’ipotesi avanzata dal dottor Ferraro riporta una serie di circostanze, tutte ancora al vaglio degli inquirenti e e delle quali non possiamo far altro che attendere eventuali sviluppi ed esiti.
Intanto, però, il Consiglio Superiore della Magistratura, con procedura d’urgenza, ha deliberato l’immediata collocazione in aspettativa, d’ufficio, del P.M. Paolo Ferraro che, per “motivi di salute”, sarà costretto a rimanere sospeso per quattro mesi. Evidentemente, ai giudici di Palazzo dei Marescialli non sono bastati i certificati medici dai quali emerge la sostanziale normalità del quadro  psichico del dottor Ferraro. Noi della redazione di Carabinieri d’Italia Magazine, lo abbiamo voluto incontrare per rivolgergli alcune domande e cercare di capire cosa stia succedendo.
Le sette sataniche sono un argomento del quale tutt’al più si sente parlare in alcune trasmissioni televisive, per lo più come curiosità. Secondo lei, invece, è un fenomeno che meriterebbe una più seria considerazione, anche in relazione ad una attenta attività giudiziaria? E, per capire i complicati e misteriosi meccanismi c’è bisogno di figure professionali altamente specializzate?
Abbiamo una tale miriade di fenomeni criminali che è necessario gerarchizzarne l’attenzione. Alcuni di questi fenomeni sono più o meno conosciuti rispetto ad altri. Il problema, secondo me, è capire se siamo davanti ad un fenomeno crescente. Bisognerebbe capire se abbiamo a che fare con un fenomeno pericoloso e, ancora, se gli autori di queste condotte siano, al tempo stesso e perciò, autori di reati penalmente rilevanti. Il Ministero dell’Interno, già nel 2006, ha costituito una squadra specializzata. Ma, certamente, occorre una sensibilità culturale ed una formazione adeguata da parte dei magistrati, cosa che apparentemente ancora manca dato che qualcuno osa parlare, a sproposito, di esorcismi. Io dico che in questo caso, come in casi analoghi, non stiamo parlando di esorcismi ma di tutela delle persone, delle libertà e, soprattutto, stiamo tentando di capire se esistono altri fenomeni collegati. I miei quarantacinque files audio costituiscono le prime prove delle tecniche e dei metodi che questa organizzazione utilizza. Mentre i collegamenti intuiti ed intuibili sono la prova che non si tratta di realtà isolate.
Si evidenzia un tessuto invisibile e non si può far finta che non esista, dato che ne fanno parte soggetti qualificati e di un certo tipo. Da magistrato ritengo che tutto deve essere approfondito e, quindi, anche questa vicenda deve essere approfondita con gli strumenti adeguati. Altrimenti si viene meno al proprio lavoro e al proprio ruolo.
Che tipo di ricerche sono scaturite dai files audio che Lei ha acquisito?
Nulla. Nessuna ricerca! Non sono mai stati neanche sentiti. Le uniche dichiarazioni che conservo, sono state scritte dalla stessa donna protagonista delle registrazioni che avendoli riascoltati, ha dichiarato di aver paura.
Secondo lei, i tradizionali organi di polizia giudiziaria sono in grado di svolgere indagini in questo particolare ambito?
Si, certamente. I Carabinieri, fedeli alla Costituzione, sono in grado di svolgere indagini di questo spessore. Anzi, ritengo che i Carabinieri e i poliziotti ardano dalla voglia di indagare e ne hanno le capacità.
A Suo avviso, tra le diverse Procure esiste un adeguato scambio di informazioni in merito ai reati legati alla sfera del satanismo?
Certamente sì. Lo stesso discorso appena fatto per le Forze di Polizia vale per le procure e per molti magistrati.
La sempre più preocupante diffusione di macabri delitti legati al fenomeno delle sette sataniche, secondo lei, richiederebbe l’istituzione di una Super Procura specializzata e a competenza nazionale?
Se si può combattere e distruggere fenomeni pericolosi come la mafia, come la camorra e la ‘ndrangheta, allora, si può anche operare in maniera efficace anche contro progetti criminali e delinquenziali di questo genere. Se non si è mai reso trasparente il fenomeno è per la scarsa consapevolezza della giusta gravità o per paura, oppure non si riesce ad ipotizzare il giusto mecccanismo di intervento.
Sappiamo che per i fatti da lei stesso denunciati la Procura del Tribunale di Perugia sta svolgendo delicate indagini, con quali esiti?
Nessuna indagine è stata fatta! Io attendo ancora il pronunciamento del giudice di Perugia.
E, invece, cosa è scaturito in termini di conseguenze personali e professionali, per effetto degli accertamente da Lei effettuati?
Le conseguenze le avevo già messe in conto. Ma io sono certo di esercitare con coerenza il mio ruolo. Se non mi faranno più fare il magistrato, farò altro.
Una cosa è certa però: con questo provvedimento hanno leso l’immagine della Magistratura.
In questo macabro quadro, così tristemente variopinto, può trovare spazio – secondo Lei – l’ipotesi di un collegamento con la drammatica morte del Tenente Colonnello dei Carabinieri Cristiano Congiu, avvenuta in Afghanistan e in circostanze singolari?
Trovo che ci sia un certo numero di morti sospette e di denunce la cui spiegazione può essere globale. Si stratta di un fenomeno reale e grave.
Occorre una specifica professionalità per svolgere certi traffici, ecco perché è necessario svolgere ricerche adeguate.
Terminata l’intervista, auguriamo in bocca al lupo al dottor Ferraro e Lui, per tutta risposta, sostiene che il lupo creperà….perché hanno trovato un osso duro!


 

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